Lei annuì. -Ogni tanto capita anche a me. Ho provato a frequentare diversi corsi della Shinozuka, e anche la differente presentazione degli stessi argomenti influiva in maniera consistente sul mio rendimento scolastico. Ho notato come un discorso in cui un gruppo universitario si sente più coinvolto porti a una migliore resa di ogni singolo elemento, a prescindere dall'intelligenza di ognuno. In questo campo il corso di psicologia è quello che meglio prepara gli studenti. Tutti i professori sanno abbastanza della psiche umana da scegliere il metodo di insegnamento migliore e che metta ogni studente a proprio agio. Il fatto che quindi il profitto in fatto di voti sia migliore che in ogni altro corso è sottointeso.- disse tranquilla.
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Sorrise. Era un sorriso che ostentava una calma glaciale, una fredda indifferenza verso ciò che lo circondava. Parlare con quella ragazza (come aveva detto di chiamarsi? Ame? Sì...) si stava rivelando molto piacevole, quasi stesse parlando con un propio simile. Si permise di stendere le braccia sulla testa, ole mani intrecciate. Le articolazioni produssero quel tipico scricchiolio che lgi umani definivano "inquietante". Pose le mani ancor aunite dietro la testa. -Molti degli alunni che ho incontrato finora hanno riscontrato una certa avversione verso dissimili di razza.- pensò ad alta voce:-Non che mi stupisca di così poco, tuttavia pensavo che in un luogo come la Shinozuca queste cose passassero in secondo livello.-
Ame sospirò. -La verità è che qui alla Shinozuka nessuno ci è molto abituato. Per noi che non siamo umani è parecchio difficile l'integrazione completa, se non impossibile. Addirittura gli umani con ESP fanno fatica a inserirsi.- disse seria. Gli extra-sensorial-power erano poco comuni tra gli umani, e nemmeno ben visti. -Sono abituati alla...normalità. Anche se trovo che sia un concetto stupido. La normalità è così difficile da delineare, dato che varia da persona a persona in base alla sua educazione e alla sua ideologia.- gli disse.
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-Tuttavia spesso la stessa ideologia e la stessa educazione si conformano a un ideale comune.- ribattè lui, calmo. Sembrava un normalissimo dibattito, tutto qui. Nemmeno una conversazione tra adolescenti appena maggiorenni. Tamburellò con le dita sull'elsa fregiata di rune. Peccato che in quel posto con ci fosse una facoltà per le arti del combattimento. Nel suo paese c'era. Non si prese la briga di continuare a respirare: che senso aveva? Non gli serviva mica l'ossigeno, a lui, e poi avrebbe risparmiato qualche giorno prima di andare a caccia. A querl pensiero fece una smorfia, questa volta corporea, visibile a chiunque. Rimase in silenzio.
Ame annuì. Parlare con quel ragazzo era interessante. La discussione più intelligente da quando era lì. -C'è qualcosa che non va?- chiese senza voltarsi verso di lui, avendo visto la sua smorfia con la coda dell'occhio.
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Seccò meccanicamente la mascella. ecco che cominciavano. le solite domande fastidiose, quelle che mettevano il dito nella piaga, seppur involontarimanete. Scosse la testa:-No, sto benissimo.- rispose continuando ad ostentare la stessa calma sfacciata che lo caratterizzava. Mugugnò qualcosa e poi sospirò. In un attimo si autoconvinse che aveva bisogno di distrarsi. Scattò girando un bivio. Non pensò se la ragazza continuasse a seguirlo o meno, non gli importava molto.
Ecco, lo sapeva che infastidiva la gente. -Scusami.- disse solo rivolta verso il bivio, poi continuò a camminare per la sua strada. Era abbastanza assonnata, e non si accorse di quando cominciavano le scale. Cadde per un po', prendendo dei duri colpi alla spalla. Si rialzò, dolorante e guardò l'unico ragazzo che l'aveva vista. Sorrise e gli cancellò quegli ultimi ricordi, poi uscì dall'edificio, canticchiando.