Dammi una ragione valida. disse lui dopo, un po' freddo. Non riusciva a capirla. Non poteva cambiare idea così all'improvviso, e così spesso. Lo confondeva e basta, lo irritava...
Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza.
Non riuscii a dire più nulla... Rimasi in silenzio, e in quel momento mi resi conto di quanto fossi io, l'egoista. Ero io il bambino capriccioso, che voleva sempre averla vinta... Ed era lui che ogni volta mi dava la speranza e l'illusione di poter andare avanti, ottenendo sempre ciò che volevo. Sotto questo punto di vista mi facevo schifo. Mi tirai su, aiutato da lui, e mi aggrappai alle sue spalle, stringendolo forte. "Scusami..." mormorai, dispiaciuto. "Se proprio devi andare..." Le parole mi morirono in gola. E non so dove trovai la forza di dire quelle cose. Non volevo assolutamente che se ne andasse, ma non potevo continuare a fare la parte dell'egoista. Forse era quello, che mi spettava... Dovevo sopportare il dolore del marcio che si sarebbe creato di lì a poco dentro di me.“To the world you may be just one person, but to one person you may be the world.”
Lei scosse il capo. -Perchè in fondo litigare dà fastidio a entrambi.- disse. Se non litigavano era meglio. -Puoi anche ignorarmi, ma non litighiamo.- ribadì, poi mise l'ipod nelle orecchie. Nulla da aggiungere. Gli aveva anche già detto troppo.
Non disse nulla. Bene, allora l'avrebbe ignorata. Senza di lei avrebbe potuto vivere bene, senza dubbio... Anzi, meglio. Gli creava solo problemi su problemi... Anche di tipo...diverso. Cercò di non pensarci troppo, o si sarebbe insospettita. Sospirò, e si fece quasi un po' triste.
Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza.
Non riuscii a dire più nulla... Rimasi in silenzio, e in quel momento mi resi conto di quanto fossi io, l'egoista. Ero io il bambino capriccioso, che voleva sempre averla vinta... Ed era lui che ogni volta mi dava la speranza e l'illusione di poter andare avanti, ottenendo sempre ciò che volevo. Sotto questo punto di vista mi facevo schifo. Mi tirai su, aiutato da lui, e mi aggrappai alle sue spalle, stringendolo forte. "Scusami..." mormorai, dispiaciuto. "Se proprio devi andare..." Le parole mi morirono in gola. E non so dove trovai la forza di dire quelle cose. Non volevo assolutamente che se ne andasse, ma non potevo continuare a fare la parte dell'egoista. Forse era quello, che mi spettava... Dovevo sopportare il dolore del marcio che si sarebbe creato di lì a poco dentro di me.“To the world you may be just one person, but to one person you may be the world.”
Idem per lei. In fondo non le piaceva nemmeno ignorarlo. Levò le cuffie e si sporse verso di lui, baciandolo piano. -Sei ancora arrabbiato Ralph?- chiese piegando un poco il capo.